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Haïti è una Repubblica, indivisibile, sovrana, indipendente, cooperativista, libera, democratica e sociale.

Il Popolo Haitiano proclama la presente Costituzione:
Per garantire i suoi diritti inalienabili e imprescrittibili alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità; in conformità al suo Atto di indipendenza del 1804 e alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948.
Per costituire una nazione haitiana socialmente giusta, economicamente libera e politicamente indipendente.
Per ristabilire uno Stato stabile e forte, capace di proteggere i valori, le tradizioni, la sovranità, l’indipendenza e la visione nazionale.
Per instaurare la democrazia, che implica il pluralismo ideologico e l’alternanza politica, e affermare i diritti inviolabili del Popolo Haitiano.
Per rafforzare l’unità nazionale, eliminando ogni discriminazione tra le popolazioni delle città e delle campagne, mediante l’accettazione della comunità di lingue e di cultura e mediante il riconoscimento del diritto al progresso, all’informazione, all’educazione, alla salute, al lavoro e al tempo libero per tutti i cittadini.
Per assicurare la separazione e la ripartizione armoniosa dei Poteri dello Stato al servizio degli interessi fondamentali e prioritari della Nazione.
Per instaurare un regime governativo basato sulle libertà fondamentali e sul rispetto dei diritti umani, sulla pace sociale, sull’equità economica, sulla concertazione e sulla partecipazione di tutta la popolazione alle grandi decisioni che impegnano la vita nazionale, mediante una decentralizzazione effettiva.
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Haïti è una Repubblica, indivisibile, sovrana, indipendente, cooperativista, libera, democratica e sociale.
La città di Port-au-Prince è la sua Capitale e la sede del suo Governo. Questa sede può essere trasferita in caso di forza maggiore.
I colori nazionali sono: il blu e il rosso.
L’emblema della Nazione Haitiana è la Bandiera, che corrisponde alla seguente descrizione:
a) Due (2) bande di stoffa di uguali dimensioni: una blu in alto, l’altra rossa in basso, disposte orizzontalmente;
b) Al centro, su un quadrato di stoffa bianca, sono disposte le Armi della Repubblica;
c) Le Armi della Repubblica sono: La Palma sormontata dal Berretto della Libertà e, ombreggiando con le sue Palme, un Trofeo d’Armi con la Leggenda: L’Unione fa la Forza.
Il motto nazionale è: Libertà - Uguaglianza - Fratellanza.
L’Inno Nazionale è: La Dessalinienne.
Tutti gli haitiani sono uniti da una lingua comune: il creolo. - Il creolo e il francese sono le lingue ufficiali della Repubblica.
L’unità monetaria nazionale è: La GOURDE. Essa è divisa in: centimes.
Il culto della personalità è formalmente vietato. Le effigi e i nomi di persone viventi non possono figurare sulla moneta, sui francobolli, sulle vignette. Lo stesso vale per gli edifici pubblici, le strade e le opere d’arte.
L’utilizzo dell’effigie di una persona deceduta deve ottenere l’approvazione dell’Assemblea Nazionale.
Il territorio della Repubblica di Haïti comprende:
a) La parte occidentale dell’Isola di Haïti nonché le isole adiacenti: la Gonâve, La Tortue, l’Ile à Vache, le Cayemittes, La Navase, La Grande Caye e le altre isole del Mare Territoriale; è limitato a est dalla Repubblica Dominicana, a nord dall’Oceano Atlantico, a sud e a ovest dal mare dei Caraibi o mare delle Antille.
b) Il mare territoriale e la zona economica esclusiva;
c) Lo spazio aereo sovrastante la parte terrestre e marittima.
Il Territorio della Repubblica di Haïti è inviolabile e non può essere alienato né in tutto né in parte da alcun Trattato o Convenzione.
Il Territorio della Repubblica è diviso e suddiviso in Dipartimenti, Arrondissements, Comuni, Quartieri e Sezioni Comunali.
La Legge determina il numero, i limiti di queste divisioni e suddivisioni e ne regola l’organizzazione e il funzionamento. TITOLO II DELLA NAZIONALITÀ HAITIANA
Le regole relative alla Nazionalità Haitiana sono determinate dalla Legge.
Possiede la Nazionalità Haitiana di origine ogni individuo nato da padre haitiano o da madre haitiana che, essi stessi, sono nati haitiani e non avevano mai rinunciato alla loro nazionalità al momento della nascita.
La Nazionalità Haitiana può essere acquisita per naturalizzazione.
Ogni straniero, dopo cinque (5) anni di residenza continua sul Territorio della Repubblica, può ottenere la nazionalità haitiana per naturalizzazione, conformandosi alle regole stabilite dalla Legge.
Gli haitiani per naturalizzazione sono ammessi a esercitare il loro diritto di voto, ma devono attendere cinque (5) anni dopo la data della loro naturalizzazione per essere eleggibili o ricoprire funzioni pubbliche diverse da quelle riservate dalla Costituzione e dalla Legge agli haitiani di origine.
La Nazionalità haitiana si perde per:
a) La naturalizzazione acquisita in Paese straniero;
b) L’occupazione di un posto politico al servizio di un Governo Straniero;
c) La residenza continua all’estero per tre (3) anni di un individuo straniero naturalizzato haitiano senza un’autorizzazione regolarmente concessa dall’Autorità competente. Chiunque perda così la nazionalità haitiana non può recuperarla.
L’haitiano naturalizzato in paese straniero può recuperare la sua Nazionalità haitiana, adempiendo tutte le condizioni e le formalità imposte allo straniero dalla legge.
La doppia nazionalità haitiana e straniera non è ammessa in alcun caso.
Titolo III DEL CITTADINO - dei DIRITTI e DOVERI FONDAMENTALI
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CAPITOLO I
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Sezione A - Diritto alla Vita e alla Salute
Sezione B - Della Libertà Individuale
Sezione C - Della Libertà di Espressione
Sezione D - Della Libertà di Coscienza
Sezione E - Della Libertà di Riunione e di Associazione
Sezione F - Dell’Educazione e dell’Insegnamento
Sezione G - Della Libertà del Lavoro
Sezione H - Proprietà
Sezione I - Diritto all’Informazione
Sezione J - Diritto alla Sicurezza
Capitolo III - Dei Doveri del Cittadino DELLA QUALITÀ DEL CITTADINO
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La riunione dei diritti civili e politici costituisce la qualità di cittadino.
Il godimento, l’esercizio, la sospensione e la perdita di questi diritti sono regolati dalla legge.
La maggiore età è fissata a diciotto (18) anni.
Gli haitiani, senza distinzione di sesso e di stato civile, che hanno compiuto diciotto (18) anni, possono esercitare i loro diritti civili e politici se riuniscono le altre condizioni previste dalla Costituzione e dalla legge.
Gli haitiani sono uguali davanti alla legge, con riserva dei vantaggi conferiti agli haitiani di origine che non hanno mai rinunciato alla loro nazionalità. CAPITOLO II DEI DIRITTI FONDAMENTALI
SEZIONE A DIRITTO ALLA VITA E ALLA SALUTE
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Lo Stato ha l’obbligo imperioso di garantire il diritto alla vita, alla salute e al rispetto della persona umana a tutti i cittadini senza distinzione, in conformità alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
La pena di morte è abolita in ogni materia.
Il crimine di alto tradimento consiste nel portare le armi in un esercito straniero contro la Repubblica, nel servire una nazione straniera contro la Repubblica, nel fatto che qualsiasi funzionario sottragga i beni dello Stato affidati alla sua gestione, o in qualsiasi violazione della Costituzione da parte di coloro che sono incaricati di farla rispettare.
Il crimine di alto tradimento è punito con la pena dei lavori forzati a vita, senza commutazione della pena.
Lo Stato riconosce il diritto di ogni cittadino a un alloggio dignitoso, all’educazione, all’alimentazione e alla sicurezza sociale.
Lo Stato è tenuto all’obbligo di assicurare a tutti i cittadini, in tutte le collettività territoriali, i mezzi appropriati per garantire la protezione, il mantenimento e il ristabilimento della loro salute mediante la creazione di ospedali, centri di salute e dispensari.
SEZIONE B DELLA LIBERTÀ INDIVIDUALE
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La libertà individuale è garantita e protetta dallo Stato.
Nessuno può essere perseguito, arrestato o detenuto se non nei casi determinati dalla legge e secondo le forme che essa prescrive.
L’arresto e la detenzione, salvo in caso di flagrante delicto, avranno luogo soltanto su mandato scritto di un funzionario legalmente competente.
Affinché questo mandato possa essere eseguito, occorre:
a) Che esso esprima formalmente in creolo e in francese il motivo o i motivi dell’arresto o della detenzione e la disposizione di legge che punisce il fatto imputato;
b) Che esso sia notificato e che ne sia lasciata copia, al momento dell’esecuzione, alla persona accusata;
c) Che sia notificato all’accusato il suo diritto di farsi assistere da un avvocato in tutte le fasi dell’istruzione della causa fino al giudizio definitivo;
d) Salvo il caso di flagrante delicto, nessun arresto su mandato e nessuna perquisizione possono aver luogo tra le sei (6) di sera e le sei (6) del mattino.;
e) La responsabilità è personale. Nessuno può essere arrestato al posto di un altro.
Ogni rigore o costrizione che non sia necessaria per arrestare una persona o mantenerla in detenzione, ogni pressione morale o brutalità fisica, in particolare durante l’interrogatorio, sono vietati.
Nessuno può essere interrogato in assenza del proprio avvocato o di un testimone di sua scelta.
Nessuno può essere mantenuto in detenzione se non è comparso nelle quarantotto (48) ore successive al suo arresto davanti a un giudice chiamato a statuire sulla legalità dell’arresto e se questo giudice non ha confermato la detenzione con decisione motivata.
In caso di contravvenzione, l’imputato è deferito davanti al giudice di pace, che statuisce definitivamente. In caso di delitto o di crimine, l’accusato può, senza autorizzazione preventiva e su semplice memoria, ricorrere davanti al decano del tribunale di prima istanza della circoscrizione, il quale, sulle conclusioni del Pubblico Ministero, statuisce in via straordinaria, in udienza, senza rinvio né turno di ruolo, cessando ogni altra causa, sulla legalità dell’arresto e della detenzione.
Se l’arresto è giudicato illegale, il Giudice ordina la liberazione immediata del detenuto e questa decisione è esecutiva sulla minuta, nonostante appello, ricorso per cassazione o opposizione all’esecuzione.
Tutte le violazioni delle disposizioni relative alla libertà individuale sono atti arbitrari. Le persone lese possono, senza autorizzazione preventiva, rivolgersi ai tribunali competenti per perseguire gli autori e gli esecutori di questi atti arbitrari, qualunque siano le loro qualità e a qualunque Corpo appartengano.
I funzionari e gli impiegati dello Stato sono direttamente responsabili secondo le leggi penali, civili e amministrative degli atti compiuti in violazione di diritti. In questi casi, la responsabilità civile si estende anche allo Stato.
SEZIONE C DELLA LIBERTÀ D’ESPRESSIONE
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Ogni haitiano o ogni haitiana ha il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni, in ogni materia, per la via che sceglie.
Il giornalista esercita liberamente la sua professione nel quadro della legge. Questo esercizio non può essere sottoposto ad alcuna autorizzazione né censura, salvo in caso di guerra.
Il giornalista non può essere costretto a rivelare le sue fonti. Ha tuttavia il dovere di verificarne l’autenticità e l’esattezza delle informazioni. È altresì tenuto a rispettare l’etica professionale.
Ogni reato di stampa, nonché gli abusi del diritto di espressione, rientrano nel Codice Penale.
Il diritto di petizione è riconosciuto. È esercitato personalmente da uno, una o più cittadini, ma mai in nome di un Corpo.
Ogni petizione indirizzata al Potere Legislativo deve dare luogo a una procedura regolamentare che consenta di statuire sul suo oggetto.
SEZIONE D DELLA LIBERTÀ DI COSCIENZA
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Tutte le religioni e tutti i culti sono liberi. Ogni persona ha il diritto di professare la propria religione e il proprio culto, purché l’esercizio di questo diritto non turbi l’ordine e la pace pubblici.
Nessuno può essere costretto a far parte di un’associazione o a seguire un insegnamento religioso contrario alle sue convinzioni.
La legge stabilisce le condizioni di riconoscimento e di funzionamento delle religioni e dei culti.
SEZIONE E DELLA LIBERTÀ DI RIUNIONE E DI ASSOCIAZIONE
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La libertà di associazione e di riunione senza armi a fini politici, economici, sociali, culturali o a ogni altro fine pacifico è garantita.
I partiti e i raggruppamenti politici concorrono all’espressione del suffragio. Si formano ed esercitano la loro attività liberamente. Devono rispettare i principi della sovranità nazionale e della democrazia. La legge determina le loro condizioni di riconoscimento e di funzionamento, i vantaggi e i privilegi loro riservati.
Le riunioni sulla pubblica via sono soggette a notifica preventiva alle autorità di polizia.
Nessuno può essere costretto ad affiliarsi a un’associazione, qualunque ne sia il carattere.
SEZIONE F DELL’EDUCAZIONE E DELL’INSEGNAMENTO
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Lo Stato garantisce il diritto all’educazione. Vigila sulla formazione fisica, intellettuale, morale, professionale, sociale e civica della popolazione.
L’educazione è un onere dello Stato e delle collettività territoriali. Essi devono mettere la scuola gratuitamente alla portata di tutti e vigilare sul livello di formazione degli insegnamenti dei settori pubblico e privato.
Il primo onere dello Stato e delle collettività territoriali è la scolarizzazione di massa, la sola capace di consentire lo sviluppo del paese. Lo Stato incoraggia e facilita l’iniziativa privata in questo ambito.
L’insegnamento primario è obbligatorio, sotto pena di sanzioni da determinare per legge. Le forniture classiche e il materiale didattico saranno messi gratuitamente dallo Stato a disposizione degli alunni a livello dell’insegnamento primario.
L’insegnamento agricolo, professionale, cooperativo e tecnico è una responsabilità primordiale dello Stato e dei comuni.
La formazione prescolare e materna, nonché l’insegnamento non formale, sono incoraggiati.
L’accesso agli Studi Superiori è aperto in piena uguaglianza a tutti, unicamente in funzione del merito.
Lo Stato deve vigilare affinché ogni collettività territoriale, sezione comunale, comune e dipartimento sia dotata degli stabilimenti di insegnamento indispensabili, adattati ai bisogni del suo sviluppo, senza tuttavia pregiudicare la priorità dell’insegnamento agricolo, professionale, cooperativo e tecnico, che deve essere ampiamente diffuso.
Lo Stato garantisce alle persone con disabilità e ai plusdotati i mezzi per assicurare la loro autonomia, la loro educazione e la loro indipendenza.
Lo Stato e le collettività territoriali hanno il dovere di prendere tutte le disposizioni necessarie al fine di intensificare la campagna di alfabetizzazione delle masse. Essi incoraggiano tutte le iniziative private tendenti a questo fine.
Il personale insegnante ha diritto a un salario di base equo.
L’insegnamento è libero a tutti i gradi. Questa libertà si esercita sotto il controllo dello Stato.
Salvo i casi di flagrante delicto, il recinto degli stabilimenti di insegnamento è inviolabile. Nessuna forza dell’ordine può penetrarvi se non in accordo con la Direzione di detti stabilimenti.
Questa disposizione non si applica quando un istituto scolastico è utilizzato per altri fini.
SEZIONE G DELLA LIBERTÀ DEL LAVORO
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La libertà del lavoro è garantita. Ogni cittadino ha l’obbligo di dedicarsi a un lavoro di sua scelta al fine di provvedere ai propri bisogni e a quelli della sua famiglia, e di cooperare con lo Stato all’istituzione di un sistema di sicurezza sociale.
Ogni impiegato di un’istituzione privata o pubblica ha diritto a un giusto salario, al riposo, alle ferie annuali retribuite e al bonus.
Lo Stato garantisce al lavoratore l’uguaglianza delle condizioni di lavoro e di salario, qualunque sia il suo sesso, le sue credenze, le sue opinioni e il suo stato matrimoniale.
La libertà sindacale è garantita. Ogni lavoratore dei settori privato e pubblico può aderire al Sindacato delle sue attività professionali per la difesa esclusiva dei suoi interessi di lavoro.
Il sindacato è essenzialmente apolitico, senza scopo di lucro e non confessionale. Nessuno può essere costretto ad aderirvi.
Il diritto di sciopero è riconosciuto nei limiti determinati dalla legge.
La legge fissa il limite di età per il lavoro salariato. Leggi speciali regolamentano il lavoro dei minori e delle persone di servizio.
SEZIONE H DELLA PROPRIETÀ
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La proprietà privata è riconosciuta e garantita. La legge ne determina le modalità di acquisizione, di godimento nonché i limiti.
L’espropriazione per causa di pubblica utilità può aver luogo mediante il pagamento o il deposito ordinato dalla giustizia, all’ordine di chi di diritto, di una giusta e previa indennità fissata a parere di esperto. Se il progetto iniziale è abbandonato, l’espropriazione è annullata e l’immobile, non potendo essere oggetto di alcuna altra speculazione, deve essere restituito al suo proprietario originario, senza alcun rimborso per il piccolo proprietario. La misura di espropriazione è effettiva a partire dall’attuazione del progetto.
La nazionalizzazione e la confisca dei beni, mobili e immobili, per cause politiche sono vietate. Nessuno può essere privato del suo diritto legittimo di proprietà se non in virtù di una sentenza resa da un tribunale di diritto comune passata in giudicato, salvo nel quadro di una riforma agraria.
La proprietà comporta altresì obblighi. Di essa non può essere fatto un uso contrario all’interesse generale.
Il proprietario fondiario deve coltivare, sfruttare il suolo e proteggerlo, in particolare contro l’erosione. La sanzione di questo obbligo è prevista dalla legge.
Il diritto di proprietà non si estende al litorale, alle sorgenti, ai fiumi, ai corsi d’acqua, alle miniere e alle cave. Essi fanno parte del demanio pubblico dello Stato.
La legge fissa le regole che condizionano la libertà di prospezione e il diritto di sfruttare le miniere, le miniere a cielo aperto e le cave del sottosuolo, assicurando al proprietario della superficie, ai concessionari e allo Stato haitiano una partecipazione equa al profitto che procura la valorizzazione di queste risorse naturali.
La legge fissa le condizioni di frazionamento e di ricomposizione della terra in funzione del piano di assetto del territorio e del benessere delle comunità interessate, nel quadro di una riforma agraria.
La proprietà scientifica, letteraria e artistica è protetta dalla legge.
Gli abitanti delle sezioni comunali hanno un diritto di prelazione per lo sfruttamento delle terre del demanio privato dello Stato situate nella loro località.
SEZIONE I DIRITTO ALL’INFORMAZIONE
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È fatto obbligo allo Stato di dare pubblicità, a mezzo della stampa parlata, scritta e televisiva, nelle lingue creola e francese, alle leggi, alle ordinanze, ai decreti, agli accordi internazionali, ai trattati, alle convenzioni e a tutto ciò che riguarda la vita nazionale, eccezione fatta per le informazioni attinenti alla sicurezza nazionale.
SEZIONE J DIRITTO ALLA SICUREZZA
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Nessun individuo di nazionalità haitiana può essere deportato o costretto a lasciare il territorio nazionale per qualunque motivo. Nessuno può essere privato, per motivi politici, della sua capacità giuridica e della sua nazionalità.
Nessun haitiano ha bisogno di un visto per lasciare il paese o per farvi ritorno.
Nessun cittadino, civile o militare, può essere sottratto ai giudici che la costituzione e le leggi gli assegnano.
Il militare accusato di crimine di alto tradimento verso la patria è soggetto al tribunale di diritto comune.
La giustizia militare ha giurisdizione soltanto:
a) Nei casi di violazione dei regolamenti del Manuale di giustizia militare da parte di militari;
b) Nei casi di conflitti tra i membri delle forze armate;
c) In caso di guerra.
I casi di conflitto tra civili e militari, gli abusi, le violenze e i crimini perpetrati contro un civile da un militare nell’esercizio delle sue funzioni rientrano esclusivamente nei tribunali di diritto comune.
Nessuna visita domiciliare e nessun sequestro di carte possono aver luogo se non in virtù della legge e nelle forme che essa prescrive.
I detenuti provvisori in attesa di giudizio devono essere separati da coloro che scontano una pena.
Il regime delle carceri deve rispondere alle norme connesse al rispetto della dignità umana secondo la legge in materia.
Nessuna pena può essere stabilita se non dalla legge, né applicata se non nei casi che questa determina.
Nessuno può essere obbligato, in materia criminale, correzionale o di semplice polizia, a testimoniare contro se stesso o contro i suoi parenti fino al quarto grado di consanguineità o al secondo grado di affinità.
Nessuno può essere costretto a prestare giuramento se non nel caso e nelle forme previsti dalla legge.
Lo Stato vigilerà affinché una cassa di pensione civile di quiescenza sia istituita nei settori privato e pubblico. Essa sarà alimentata dai contributi dei datori di lavoro e degli impiegati secondo i criteri e le modalità stabiliti dalla legge. L’attribuzione della pensione è un diritto e non un favore.
La libertà, il segreto della corrispondenza e di tutte le altre comunicazioni sono inviolabili. La loro limitazione non può prodursi che per un atto motivato dell’autorità giudiziaria, secondo le garanzie fissate dalla legge.
Nel quadro della costituzione e della legge, la giuria è istituita in materia criminale per i crimini di sangue e in materia di delitti politici.
La legge non può avere effetto retroattivo, salvo in materia penale quando è favorevole all’accusato.
CAPITOLO III DEI DOVERI DEL CITTADINO
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Alla qualità di cittadino si collega il dovere civico. Ogni diritto è controbilanciato dal dovere corrispondente.
Il dovere civico è l’insieme degli obblighi del cittadino nell’ordine morale, politico, sociale ed economico nei confronti dello Stato e della patria. Questi obblighi sono:
a) rispettare la costituzione e l’emblema nazionale;
b) rispettare le leggi;
c) votare alle elezioni senza costrizione;
d) pagare le proprie tasse;
e) servire come giurato;
f) difendere il paese in caso di guerra;
g) istruirsi e perfezionarsi;
h) rispettare e proteggere l’ambiente;
i) rispettare scrupolosamente i denari e i beni dello Stato;
j) rispettare il bene altrui;
k) operare per il mantenimento della pace;
l) fornire assistenza alle persone in pericolo;
m) rispettare i diritti e la libertà altrui.
La deroga a queste prescrizioni è sanzionata dalla legge.
È istituito un servizio civico misto obbligatorio, le cui condizioni di funzionamento sono stabilite dalla legge.
TITOLO IV DEGLI STRANIERI
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Le condizioni di ammissione e di soggiorno degli stranieri nel paese sono stabilite dalla legge.
Gli stranieri che si trovano sul territorio della Repubblica beneficiano della stessa protezione che è accordata agli haitiani, in conformità alla legge.
Lo straniero gode dei diritti civili, dei diritti economici e sociali, con riserva delle disposizioni legali relative al diritto di proprietà immobiliare, all’esercizio delle professioni, al commercio all’ingrosso, alla rappresentanza commerciale e alle operazioni di importazione e di esportazione.
Il diritto di proprietà immobiliare è accordato allo straniero residente in Haïti per i bisogni della sua dimora.
Tuttavia, lo straniero residente in Haïti non può essere proprietario di più di una casa di abitazione in uno stesso arrondissement. Non può in alcun caso dedicarsi al traffico di locazione di immobili. Le società straniere di promozione immobiliare beneficiano tuttavia di uno statuto speciale regolato dalla legge.
Il diritto di proprietà immobiliare è altresì accordato allo straniero residente in Haïti e alle società straniere per i bisogni delle loro imprese agricole, commerciali, industriali, religiose, umanitarie o di insegnamento, nei limiti e nelle condizioni determinati dalla legge.
Nessuno straniero può essere proprietario di un immobile confinante con la frontiera terrestre haitiana.
Questo diritto cessa cinque (5) anni dopo che lo straniero ha cessato di risiedere nel paese o che sono cessate le operazioni di queste società, in conformità alla legge, che determina i regolamenti da seguire per la trasmissione e la liquidazione dei beni appartenenti agli stranieri.
I contravventori alle suddette disposizioni nonché i loro complici saranno puniti in conformità alla legge.
Lo straniero può essere espulso dal territorio della Repubblica quando si immischia nella vita politica del paese e nei casi determinati dalla legge.
Il diritto di asilo è riconosciuto ai rifugiati politici.
Capitolo I - Delle Collettività Territoriali e della Decentralizzazione
Capitolo II - Del Potere Legislativo
Capitolo III - Del Potere Esecutivo
Capitolo IV - Del Potere Giudiziario
Capitolo V - Dell’Alta Corte di Giustizia DELLA SOVRANITÀ NAZIONALE
La sovranità nazionale risiede nell’universalità dei cittadini. I cittadini esercitano direttamente le prerogative della sovranità mediante:
a) l’elezione del Presidente della Repubblica;
b) l’elezione dei membri del Potere legislativo;
c) l’elezione dei membri di tutti gli altri corpi o di tutte le assemblee previste dalla costituzione e dalla legge.
I cittadini delegano l’esercizio della sovranità nazionale a tre (3) poteri:
a) il potere legislativo;
b) il potere esecutivo;
c) il potere giudiziario. Il principio della separazione dei tre (3) poteri è consacrato dalla costituzione.
L’insieme di questi tre (3) poteri costituisce il fondamento essenziale dell’organizzazione dello Stato, che è civile.
Ciascun potere è indipendente dagli altri due (2) nelle sue attribuzioni, che esercita separatamente.
Nessuno di essi può, sotto alcun motivo, delegare le sue attribuzioni in tutto o in parte, né uscire dai limiti fissati dalla costituzione e dalla legge.
L’intera responsabilità è collegata agli atti di ciascuno dei tre (3) poteri.
Sezione A - Della Sezione Comunale
Sezione B - Del Comune
Sezione C - Dell’Arrondissement
Sezione D - Del Dipartimento
Sezione E - Dei Delegati e Vice-Delegati
Sezione F - Del Consiglio Interdipartimentale
Le collettività territoriali sono la sezione comunale, il comune e il dipartimento.
La legge può creare ogni altra collettività territoriale.
SEZIONE A DELLA SEZIONE COMUNALE
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La sezione comunale è la più piccola entità territoriale amministrativa della Repubblica.
L’amministrazione di ogni sezione comunale è assicurata da un consiglio di tre (3) membri eletti a suffragio universale per una durata di quattro (4) anni. Essi sono indefinitamente rieleggibili. Il suo modo di organizzazione e di funzionamento è regolato dalla legge.
Il consiglio di amministrazione della sezione comunale è assistito nel suo compito da un’assemblea della sezione comunale.
Lo Stato ha l’obbligo di stabilire, a livello di ogni sezione comunale, le strutture proprie alla formazione sociale, economica, civica e culturale della sua popolazione.
Per essere membro del consiglio di amministrazione della sezione comunale, occorre:
a) essere haitiano e avere almeno 25 anni;
b) aver risieduto nella sezione comunale due (2) anni prima delle elezioni e continuare a risiedervi;
c) godere dei propri diritti civili e politici e non essere mai stato condannato a una pena afflittiva e infamante.
SEZIONE B DEL COMUNE
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Il Comune ha l’autonomia amministrativa e finanziaria. Ciascun Comune della Repubblica è amministrato da un Consiglio di tre (3) membri eletti a suffragio universale, denominato Consiglio comunale.
Il Presidente del Consiglio porta il titolo di Sindaco. È assistito da Vicesindaci.
Il Consiglio comunale è assistito nel suo compito da un’Assemblea comunale formata in particolare da un rappresentante di ciascuna delle sue Sezioni comunali.
Il mandato del Consiglio comunale è di quattro (4) anni e i suoi membri sono indefinitamente rieleggibili.
Il modo di organizzazione e di funzionamento del Comune e del Consiglio comunale è regolato dalla legge.
Per essere eletti membro di un Consiglio comunale, occorre:
a) essere haitiano
b) avere compiuto venticinque (25) anni.
c) godere dei propri diritti civili e politici.
d) non essere mai stati condannati a una pena afflittiva e infamante.
e) avere risieduto almeno 3 anni nel Comune e impegnarsi a risiedervi per la durata del mandato.
Ciascun Consiglio comunale è assistito, su sua richiesta, da un Consiglio tecnico fornito dall’amministrazione centrale.
Il Consiglio comunale può essere sciolto solo in caso di incuria, di malversazione o di amministrazione fraudolenta legalmente pronunciata dal tribunale competente. In caso di scioglimento, il Consiglio dipartimentale supplisce immediatamente alla vacanza e investe il Consiglio Elettorale Permanente entro sessanta (60) giorni dalla data dello scioglimento ai fini dell’elezione di un nuovo Consiglio incaricato di gestire gli interessi del Comune per il tempo che resta da correre. Questa procedura si applica in caso di vacanza per qualsiasi altra causa.
Il Consiglio comunale amministra le proprie risorse a esclusivo vantaggio del municipio e rende conto all’Assemblea comunale, la quale a sua volta ne riferisce al Consiglio dipartimentale.
Il Consiglio comunale è il gestore privilegiato dei beni fondiari del demanio privato dello Stato situati nei limiti del proprio Comune. Essi non possono essere oggetto di alcuna transazione senza il parere preventivo dell’Assemblea comunale.
SEZIONE C DEL CIRCONDARIO
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Il circondario è una divisione amministrativa che può raggruppare più comuni. La sua organizzazione e il suo funzionamento sono regolati dalla legge.
SEZIONE D DEL DIPARTIMENTO
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Il dipartimento è la più grande divisione territoriale. Raggruppa i circondari.
Il dipartimento è una persona giuridica. È autonomo.
Ciascun dipartimento è amministrato da un Consiglio di tre (3) membri eletti per quattro (4) anni dall’Assemblea dipartimentale.
Il membro del Consiglio dipartimentale non è necessariamente tratto dall’Assemblea, ma deve:
a) essere haitiano e avere almeno venticinque (25) anni;
b) avere risieduto nel dipartimento tre (3) anni prima delle elezioni e impegnarsi a risiedervi per la durata del mandato;
c) godere dei propri diritti civili e politici e non essere mai stato condannato a una pena a un tempo afflittiva e infamante.
Il Consiglio dipartimentale è assistito nel suo compito da un’Assemblea dipartimentale formata da un (1) rappresentante di ciascuna assemblea comunale.
Hanno accesso alle riunioni dell’Assemblea con voto consultivo:
a) i deputati e i senatori del dipartimento;
b) un (1) rappresentante di ciascuna associazione socioprofessionale o sindacale;
c) il delegato dipartimentale;
d) i direttori dei servizi pubblici del dipartimento.
Il Consiglio dipartimentale elabora, in collaborazione con l’amministrazione centrale, il piano di sviluppo del dipartimento.
L’organizzazione e il funzionamento del consiglio dipartimentale e dell’assemblea dipartimentale sono regolati dalla legge.
Il consiglio dipartimentale amministra le proprie risorse finanziarie a esclusivo vantaggio del dipartimento e rende conto all’Assemblea dipartimentale, la quale a sua volta ne riferisce all’amministrazione centrale.
Il consiglio dipartimentale può essere sciolto in caso di incuria, di malversazioni o di amministrazione fraudolenta legalmente accertate dal tribunale competente. In caso di scioglimento, l’amministrazione centrale nomina una commissione provvisoria e investe il consiglio elettorale permanente ai fini dell’elezione di un nuovo consiglio per il tempo da correre entro sessanta (60) giorni dallo scioglimento.
SEZIONE E DEI DELEGATI E VICE DELEGATI
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In ciascun capoluogo di dipartimento, il potere esecutivo nomina un rappresentante che porta il titolo di delegato. Un vice delegato posto sotto l’autorità del delegato è parimenti nominato in ciascun capoluogo di circondario.
I delegati e i vice delegati assicurano il coordinamento e il controllo dei servizi pubblici e non esercitano alcuna funzione di polizia repressiva. Le altre attribuzioni dei delegati e dei vice delegati sono determinate dalla legge.
SEZIONE F DEL CONSIGLIO INTERDIPARTIMENTALE
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L’Esecutivo è assistito da un (1) Consiglio interdipartimentale i cui membri sono designati dalle assemblee dipartimentali in ragione di un (1) per dipartimento.
Questo rappresentante, scelto tra i membri delle assemblee dipartimentali, funge da collegamento tra il dipartimento e il potere esecutivo.
Il consiglio interdipartimentale, di concerto con l’Esecutivo, studia e pianifica i progetti di decentramento e di sviluppo del Paese, dal punto di vista sociale, economico, commerciale, agricolo e industriale.
Assiste alle sedute di lavoro del Consiglio dei ministri quando esse trattano gli oggetti menzionati nel paragrafo precedente, con voto deliberativo.
Il decentramento deve essere accompagnato dalla deconcentrazione dei servizi pubblici con delega di potere e dalla rimozione delle compartimentazioni industriali a vantaggio dei dipartimenti.
La legge determina l’organizzazione e il funzionamento del consiglio interdipartimentale nonché la frequenza delle sedute del Consiglio dei ministri alle quali esso partecipa.
Sezione A - Della Camera dei Deputati
Sezione B - Del Senato
Sezione C - Dell’Assemblea Nazionale
Sezione D - Dell’Esercizio del Potere Legislativo
Sezione E - Delle Incompatibilità
Il potere legislativo si esercita mediante due (2) Camere rappresentative. Una (1) Camera dei Deputati e un (1) Senato, che formano il Corpo Legislativo.
SEZIONE A DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
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La Camera dei Deputati è un corpo composto di membri eletti a suffragio diretto dai cittadini e incaricato di esercitare, in nome di questi e di concerto con il Senato, le attribuzioni del Potere legislativo.
Ciascuna collettività municipale costituisce una circoscrizione elettorale ed elegge un (1) deputato. La legge fissa il numero dei deputati a livello dei grandi agglomerati, senza che tale numero superi tre (3). In attesa dell’applicazione dei commi precedenti, il numero dei deputati non può essere inferiore a settanta (70).
Il deputato è eletto a maggioranza assoluta dei suffragi espressi nelle assemblee primarie, secondo le condizioni e il modo prescritti dalla legge elettorale.
Per essere membro della Camera dei Deputati, occorre:
1) essere haitiano o haitiana di origine e non avere mai rinunciato alla propria nazionalità;
2) avere compiuto venticinque (25) anni;
3) godere dei propri diritti civili e politici e non essere mai stati condannati a una pena afflittiva o infamante per un reato di diritto comune;
4) avere risieduto almeno due (2) anni consecutivi precedenti la data delle elezioni nella circoscrizione elettorale da rappresentare;
5) Essere proprietari di almeno un immobile nella circoscrizione o esercitarvi una professione o un’industria;
6) avere ricevuto discarico, se del caso, come gestore di fondi pubblici.
I deputati sono eletti per quattro (4) anni e sono indefinitamente rieleggibili.
Entrano in funzione il secondo lunedì di gennaio e siedono in due (2) sessioni annuali. La durata del loro mandato forma una legislatura.
La prima sessione va dal secondo lunedì di gennaio al secondo lunedì di maggio. La seconda, dal secondo lunedì del mese di giugno al secondo lunedì di settembre.
Il rinnovo della Camera dei Deputati avviene integralmente ogni quattro (4) anni.
La Camera dei Deputati, oltre alle attribuzioni che le sono devolute dalla Costituzione in quanto ramo del potere legislativo, ha il privilegio di mettere in stato di accusa il Capo dello Stato, il Primo Ministro, i Ministri e i Segretari di Stato dinanzi all’Alta Corte di giustizia, con una maggioranza dei 2/3 dei suoi membri. Le altre attribuzioni della Camera dei Deputati le sono assegnate dalla Costituzione e dalla legge.
SEZIONE B DEL SENATO
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Il Senato è un Corpo composto di membri eletti a suffragio diretto dai cittadini e incaricato di esercitare, in loro nome e di concerto con la Camera dei Deputati, le attribuzioni del Potere legislativo.
Il numero dei senatori è fissato a tre (3) senatori per dipartimento.
Il senatore della Repubblica è eletto a suffragio universale a maggioranza assoluta nelle assemblee primarie tenute nei Dipartimenti geografici, secondo le condizioni prescritte dalla legge elettorale.
I senatori sono eletti per sei (6) anni e sono indefinitamente rieleggibili.
I senatori siedono in permanenza.
Il Senato può tuttavia aggiornarsi, salvo durante la sessione legislativa. Quando si aggiorna, lascia un comitato permanente incaricato di sbrigare gli affari correnti. Questo comitato non può prendere alcun provvedimento, salvo per la convocazione del Senato. Nei casi di urgenza, l’Esecutivo può parimenti convocare il Senato prima della fine dell’aggiornamento.
Il rinnovo del Senato avviene per terzi (1/3) ogni due anni.
Per essere eletti senatore, occorre:
1) essere haitiano di origine e non avere mai rinunciato alla propria nazionalità;
2) avere compiuto trenta (30) anni;
3) godere dei propri diritti civili e politici e non essere mai stati condannati a una pena afflittiva e infamante per un reato di diritto comune;
4) avere risieduto nel dipartimento da rappresentare almeno quattro (4) anni consecutivi precedenti la data delle elezioni;
5) essere proprietari di almeno un immobile nel dipartimento o esercitarvi una professione o un’industria;
6) avere ottenuto discarico, se del caso, come gestore di fondi pubblici.
In aggiunta alle responsabilità che gli sono inerenti in quanto ramo del Potere legislativo, il Senato esercita le seguenti attribuzioni:
1) proporre all’Esecutivo l’elenco dei giudici della Corte di Cassazione secondo le prescrizioni della Costituzione;
2) erigersi in Alta Corte di giustizia;
3) Esercitare ogni altra attribuzione che gli è assegnata dalla presente Costituzione e dalla legge.
SEZIONE C DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE
La riunione in una sola Assemblea dei due (2) rami del potere legislativo costituisce l’Assemblea Nazionale.
L’Assemblea Nazionale si riunisce per l’apertura e la chiusura di ciascuna Sessione e in tutti gli altri casi previsti dalla Costituzione.
I poteri dell’Assemblea Nazionale sono limitati e non possono estendersi ad altri oggetti se non a quelli che le sono specialmente attribuiti dalla Costituzione.
Le attribuzioni sono:
1) ricevere il giuramento costituzionale del Presidente della Repubblica;
2) ratificare ogni decisione e dichiarare la guerra quando tutti i tentativi di conciliazione sono falliti;
3) approvare o respingere i trattati e le convenzioni internazionali;
4) emendare la Costituzione secondo la procedura ivi indicata;
5) ratificare la decisione dell’Esecutivo di spostare la sede del Governo nei casi determinati dall’ARTICLE Premier della presente Costituzione;
6) statuire sull’opportunità dello stato d’assedio, stabilire con l’Esecutivo le garanzie costituzionali da sospendere e pronunciarsi su ogni domanda di rinnovo di tale misura;
7) concorrere alla formazione del Consiglio Elettorale Permanente conformemente all’ARTICLE 192 della Costituzione;
8) ricevere, all’apertura di ciascuna sessione, il bilancio delle attività del Governo.
L’Assemblea Nazionale è presieduta dal Presidente del Senato, assistito dal Presidente della Camera dei Deputati in qualità di Vicepresidente. I Segretari del Senato e quelli della Camera dei Deputati sono i Segretari dell’Assemblea Nazionale.
In caso di impedimento del Presidente del Senato, l’Assemblea Nazionale è presieduta dal Presidente della Camera dei Deputati, e il Vicepresidente del Senato diventa allora Vicepresidente dell’Assemblea Nazionale.
In caso di impedimento dei due (2) Presidenti, i due (2) Vicepresidenti vi suppliscono rispettivamente.
Le sedute dell’Assemblea sono pubbliche. Esse possono tuttavia svolgersi a porte chiuse su domanda di cinque (5) membri, e si decide poi a maggioranza assoluta se la seduta debba essere ripresa in pubblico.
In caso di urgenza, quando il corpo legislativo non è in sessione, il potere esecutivo può convocare l’Assemblea Nazionale in via straordinaria.
L’Assemblea Nazionale non può sedere né prendere decisioni e risoluzioni senza la presenza nel suo seno della maggioranza di ciascuna delle due (2) Camere.
Il corpo legislativo ha la sua sede a Port-au-Prince. Tuttavia, secondo le circostanze, tale sede sarà trasferita altrove, nello stesso luogo e nello stesso tempo di quella del potere esecutivo. SEZIONE D DELL’ESERCIZIO DEL POTERE LEGISLATIVO
La sessione del corpo legislativo prende data dall’apertura delle due (2) Camere in Assemblea Nazionale.
Nell’intervallo delle sessioni ordinarie e in caso di urgenza, il Presidente della Repubblica può convocare il corpo legislativo in sessione straordinaria.
Il Capo del potere esecutivo rende conto di tale misura mediante un messaggio.
Nel caso di convocazione straordinaria del corpo legislativo, esso non può decidere su alcun oggetto estraneo al motivo della convocazione.
Tuttavia, ogni senatore o deputato può intrattenere l’Assemblea alla quale appartiene su una questione di interesse generale.
Ciascuna Camera verifica e convalida i poteri dei propri membri e giudica sovranamente le contestazioni che sorgono al riguardo.
I membri di ciascuna Camera prestano il seguente giuramento:
Giuro di adempiere al mio compito, di mantenere e salvaguardare i diritti del Popolo e di essere fedele alla Costituzione.
Le sedute delle (2) due Camere sono pubbliche. Ciascuna Camera può lavorare a porte chiuse su domanda di cinque (5) membri e decidere poi a maggioranza se la seduta debba essere ripresa in pubblico.
Il Potere legislativo fa leggi su tutti gli oggetti di interesse pubblico.
L’iniziativa spetta a ciascuna delle due (2) Camere nonché al potere esecutivo.
Tuttavia, l’iniziativa della Legge di Bilancio, delle leggi concernenti la base, l’aliquota e il modo di riscossione delle imposte e dei contributi, e di quelle aventi per oggetto di creare entrate o di aumentare le entrate e le spese dello Stato, è di competenza del potere esecutivo. I progetti presentati al riguardo devono essere votati anzitutto dalla Camera dei Deputati.
In caso di disaccordo tra le due (2) Camere relativamente alle leggi menzionate nel paragrafo precedente, ciascuna Camera nomina, a scrutinio di lista e in numero uguale, una commissione parlamentare che risolve in ultima istanza il disaccordo.
Se il disaccordo si produce in occasione di qualsiasi altra legge, questa sarà rinviata fino alla sessione seguente. Se in tale sessione, e anche in caso di rinnovo delle Camere, essendo la legge presentata di nuovo, non si realizza un’intesa, ciascuna Camera nomina, a scrutinio di lista e in numero uguale, una commissione parlamentare incaricata di fissare il testo definitivo, che sarà sottoposto alle due (2) Assemblee, a cominciare da quella che aveva originariamente votato la legge. E se queste nuove deliberazioni non danno alcun risultato, il progetto o la proposta di legge sarà ritirato.
In caso di disaccordo tra il potere legislativo e il potere esecutivo, la commissione di conciliazione prevista all’Article 206 qui di seguito è investita della controversia su domanda di una delle parti.
Se la commissione fallisce nella sua missione, redige un verbale di mancata conciliazione che trasmette alle due (2) alte parti e ne dà avviso alla Corte di Cassazione.
Entro otto giorni dal ricevimento di tale verbale, la Corte di Cassazione si investe d’ufficio della controversia. La Corte statuisce a sezioni riunite, sospese tutte le altre cause. La decisione è definitiva e si impone alle alte parti. Se, nel frattempo, interviene un’intesa tra le alte parti, i termini dell’intesa arrestano d’ufficio il procedimento in corso.
In nessun caso la Camera dei Deputati o il Senato può essere sciolto o aggiornato, né il mandato dei loro membri prorogato.
Ciascuna Camera, ai sensi del proprio regolamento, nomina il proprio personale, fissa la propria disciplina e determina il modo secondo il quale esercita le proprie attribuzioni.
Ciascuna Camera può applicare ai propri membri, per condotta riprovevole, con decisione presa a maggioranza dei 2/3, pene disciplinari, salvo quella della radiazione.
Decade dalla sua qualità di deputato o di senatore ogni membro del Corpo legislativo che, durante la durata del suo mandato, sia stato colpito da una condanna pronunciata da un tribunale di diritto comune che abbia acquisito autorità di cosa giudicata e comporti l’ineleggibilità.
I membri del Corpo legislativo sono inviolabili dal giorno della loro prestazione di giuramento fino alla scadenza del loro mandato, fatte salve le disposizioni dell’ARTICLE 115 qui di seguito.
Essi non possono in alcun tempo essere perseguiti e attaccati per le opinioni e i voti da loro espressi nell’esercizio della loro funzione.
Nessuna coercizione personale può essere eseguita contro un membro del Corpo legislativo durante la durata del suo mandato.
Nessun membro del Corpo legislativo può, durante il suo mandato, essere arrestato in materia criminale, correzionale o di polizia per un reato di diritto comune, se non con l’autorizzazione della Camera alla quale appartiene, salvo il caso di flagranza di reato per fatti che comportano una pena afflittiva e infamante. Se ne riferisce allora alla Camera dei Deputati o al Senato senza indugio, se il Corpo legislativo è in sessione, e, in caso contrario, all’apertura della prossima sessione ordinaria o straordinaria.
Nessuna delle due (2) Camere può sedere né prendere una risoluzione senza la presenza della maggioranza dei suoi membri.
Tutti gli atti del Corpo legislativo devono essere presi a maggioranza dei membri presenti, salvo che la presente Costituzione disponga altrimenti.
Ciascuna Camera ha il diritto di indagare sulle questioni delle quali è investita.
Ogni progetto di legge deve essere votato articolo per articolo.
Ciascuna Camera ha il diritto di emendare e di dividere gli articoli e gli emendamenti proposti. Gli emendamenti votati da una Camera non possono far parte di un progetto di legge se non dopo essere stati votati dall’altra Camera nella stessa forma e in termini identici. Nessun progetto di legge diventa legge se non dopo essere stato votato nella stessa forma dalle due (2) Camere.
Ogni progetto può essere ritirato dalla discussione finché non sia stato definitivamente votato.
Ogni legge votata dal Corpo legislativo è immediatamente indirizzata al Presidente della Repubblica, il quale, prima di promulgarla, ha il diritto di farvi obiezioni in tutto o in parte.
Se la legge così emendata è votata dalla seconda Camera, sarà indirizzata di nuovo al Presidente della Repubblica per essere promulgata.
Se le obiezioni sono confutate dalla Camera che ha originariamente votato la legge, essa è rinviata all’altra Camera con le obiezioni.
Se la seconda Camera vota parimenti il rigetto, la legge è rinviata al Presidente della Repubblica, il quale è obbligato a promulgarla.
Il rigetto delle obiezioni è votato dall’una o dall’altra Camera alla maggioranza prevista dall’Article 117. In questo caso, i voti di ciascuna Camera sono espressi a scrutinio segreto.
Se nell’una o nell’altra Camera la maggioranza prevista nel comma precedente non è ottenuta per il rigetto, le obiezioni sono accettate.
Il diritto di obiezione deve essere esercitato entro un termine di otto (8) giorni franchi a decorrere dalla data di ricevimento della legge da parte del Presidente della Repubblica.
Se nei termini prescritti il Presidente della Repubblica non fa alcuna obiezione, la legge deve essere promulgata, a meno che la sessione del Corpo legislativo sia terminata prima della scadenza dei termini. In questo caso, la legge resta aggiornata. La legge così aggiornata è, all’apertura della Sessione seguente, indirizzata al Presidente della Repubblica per l’esercizio del suo diritto di obiezione.
Un progetto di legge respinto da una delle due (2) Camere non può essere presentato di nuovo nella stessa sessione.
Le leggi e gli altri atti del Corpo legislativo e dell’Assemblea Nazionale sono resi esecutivi mediante la loro promulgazione e la loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
Essi sono numerati e inseriti nel bollettino stampato e numerato avente per titolo BOLLETTINO DELLE LEGGI E DEGLI ATTI.
La legge prende data dal giorno della sua adozione definitiva da parte delle due (2) Camere.
Nessuno può di persona presentare petizioni alla tribuna del Corpo legislativo.
L’interpretazione delle leggi per via di autorità spetta soltanto al Potere legislativo ed è data nella forma di una legge.
Ciascun membro del Corpo legislativo riceve un’indennità mensile a partire dalla sua prestazione di giuramento.
La funzione di membro del Corpo legislativo è incompatibile con ogni altra funzione retribuita dallo Stato, salvo quella dell’insegnamento.
Il diritto di interrogare e di interpellare un membro del Governo o il Governo tutto intero sui fatti e gli atti dell’Amministrazione è riconosciuto a ogni membro delle due (2) Camere.
La domanda di interpellanza deve essere appoggiata da cinque (5) membri del Corpo interessato. Essa sfocia in un voto di fiducia o di censura, preso a maggioranza di tale Corpo.
Quando la domanda di interpellanza sfocia in un voto di censura su una questione relativa al programma o a una dichiarazione di politica generale del Governo, il Primo Ministro deve rimettere al Presidente della Repubblica le dimissioni del suo Governo.
Il Presidente deve accettare tali dimissioni e nominare un nuovo Primo Ministro, conformemente alle disposizioni della Costituzione.
Il Corpo legislativo non può prendere più di un voto di censura all’anno su una questione relativa al programma o a una dichiarazione di politica generale del Governo.
In caso di morte, di dimissioni, di decadenza, di interdizione giudiziaria o di accettazione di una funzione incompatibile con quella di membro del Corpo legislativo, si provvede alla sostituzione del deputato o del senatore nella sua circoscrizione elettorale per il solo tempo che resta da correre, mediante un’elezione parziale su convocazione dell’Assemblea Primaria Elettorale fatta dal Consiglio Elettorale Permanente nello stesso mese della vacanza.
L’elezione ha luogo entro un periodo di trenta (30) giorni dopo la convocazione dell’Assemblea Primaria, conformemente alla Costituzione.
Lo stesso vale in mancanza di elezione o in caso di nullità delle elezioni pronunciata dal Consiglio Elettorale Permanente in una o più circoscrizioni.
Tuttavia, se la vacanza si produce nel corso dell’ultima sessione ordinaria della Legislatura o dopo la sessione, non vi è luogo a elezione parziale.
SEZIONE E DELLE INCOMPATIBILITÀ
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Non possono essere eletti membri del Corpo legislativo:
1) il concessionario o cocontraente dello Stato per l’esercizio dei servizi pubblici;
2) i rappresentanti o mandatari dei concessionari o cocontraenti dello Stato, compagnie o società concessionarie o cocontraenti dello Stato;
3) i delegati, i vice delegati, i giudici e gli ufficiali del Pubblico Ministero le cui funzioni non siano cessate sei (6) mesi prima della data fissata per le elezioni;
4) ogni persona che si trovi negli altri casi di ineleggibilità previsti dalla presente Costituzione e dalla legge.
I membri del potere esecutivo e i direttori generali dell’Amministrazione pubblica non possono essere eletti membri del Corpo legislativo se non si dimettono almeno un (1) anno prima della data delle elezioni.
Sezione A - Del Presidente della Repubblica
Sezione B - Delle Attribuzioni del Presidente della Repubblica
Sezione C - Del Governo
Sezione D - Delle Attribuzioni del Primo Ministro
Sezione E - Dei Ministri e dei Segretari di Stato
Il potere esecutivo è esercitato da:
a) il Presidente della Repubblica, Capo dello Stato;
b) il Governo, avente a capo un Primo Ministro.
SEZIONE A DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
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Il Presidente della Repubblica è eletto a suffragio universale diretto a maggioranza assoluta dei votanti. Se questa non è ottenuta al primo turno, si procede a un secondo turno. Possono presentarsi soltanto i due (2) candidati che, se del caso, dopo il ritiro di candidati più favoriti, risultano avere raccolto il maggior numero di voti al primo turno.
La durata del mandato presidenziale è di cinque (5) anni. Questo periodo comincia e termina il 7 febbraio successivo alla data delle elezioni.
Le elezioni presidenziali hanno luogo l’ultima domenica di novembre del quinto anno del mandato presidenziale.
Il Presidente della Repubblica non può beneficiare di una proroga del mandato. Egli non può assumere un nuovo mandato se non dopo un intervallo di cinque (5) anni. In nessun caso può aspirare a un terzo mandato.
Per essere eletti Presidente della Repubblica di Haiti, occorre:
a) essere haitiano di origine e non avere mai rinunciato alla propria nazionalità;
b) avere compiuto trentacinque (35) anni il giorno delle elezioni;
c) godere dei propri diritti civili e politici e non essere mai stati condannati a una pena afflittiva e infamante per reato di diritto comune;
d) essere proprietari in Haïti di almeno un immobile e avere nel Paese una residenza abituale;
e) risiedere nel Paese da cinque (5) anni consecutivi prima della data delle elezioni;
f) avere ricevuto discarico della propria gestione, se si è stati contabili dei denari pubblici.
Prima di entrare in funzione, il Presidente della Repubblica presta dinanzi all’Assemblea Nazionale il seguente giuramento:
Giuro, davanti a Dio e davanti alla Nazione, di osservare fedelmente la Costituzione e le leggi della Repubblica, di rispettare e far rispettare i diritti del popolo haitiano, di lavorare per la grandezza della Patria, di mantenere l’indipendenza nazionale e l’integrità del territorio.
SEZIONE B DELLE ATTRIBUZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
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Il Presidente della Repubblica, Capo dello Stato, veglia sul rispetto e sull’esecuzione della Costituzione e sulla stabilità delle istituzioni. Assicura il funzionamento regolare dei poteri pubblici nonché la continuità dello Stato.
Il Presidente della Repubblica sceglie un Primo Ministro tra i membri del partito che ha la maggioranza in Parlamento. In mancanza di tale maggioranza, il Presidente della Repubblica sceglie il proprio Primo Ministro in consultazione con il Presidente del Senato e con quello della Camera dei Deputati. Nei due (2) casi, la scelta deve essere ratificata dal Parlamento.
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Fu la prima nazione nera a liberarsi dalla schiavitù e a ottenere l’indipendenza dalla Francia nel 1804, influenzando altri movimenti di liberazione in tutto il mondo e ispirando lotte per la libertà e l’uguaglianza.

Haïti vanta paesaggi naturali spettacolari, tra cui spiagge di sabbia bianca, montagne e una ricca biodiversità.

Haïti vanta un ricco patrimonio storico, che comprende siti come la Citadelle Laferrière e il Palazzo Sans-Souci, entrambi dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Haïti possiede una cultura ricca e diversificata, influenzata da elementi africani, europei e indigeni. La musica, la danza, l’arte e la cucina haitiane sono celebrate in tutto il mondo.
Je vous remercie pour votre travail, cet article m'a vraiment aidé.
April 23, 2025 - 09:09:03 PMMwen dk rezon kot chanm sena ak depite yo mwen pa dk lè nou di ak 25 li ka senatè oubyen depite li poko konnen anyen depi peyi evre laj sa se laj pou moun lan ap panse ak avni li poko genyen matirite menm pou tèt li alevwa pou tout yon nasyon
August 08, 2025 - 11:19:02 PM