Un’ottava uscita riuscita
Questa ottava edizione si è svolta intorno ai temi "Salute, Ambiente e Assetto del territorio", con tre eccellenti invitati, che padroneggiano al meglio il campo del rispettivo intervento. Si tratta del dott. Jean Patrick Alfred, direttore dell’Unità di Studio e di Programmazione del MSPP; dell’ing. Claude Germain, ex ministro dell’Ambiente della Repubblica di Haiti, attualmente vicerettore dell’Université Lumière; e infine della signora Christine Stéphenson, in passato ministra del Turismo della Repubblica di Haiti, attualmente segretaria esecutiva del comitato nazionale di Assetto del territorio. Sono intervenuti rispettivamente sui temi della giornata.
L’intervento del medico si è incentrato principalmente sulla necessità di imporre un regolamento a ciò che si chiama volgarmente medicina tradizionale. Serve un minimo di scienza in questo settore, in grado di fornire più documentazione su questa pratica medicinale, secondo lui. Ha persino sostenuto un’alleanza tra la medicina convenzionale e quest’ultima. Ha anche sottolineato la necessità di effettuare una migliore gestione dei nostri rifiuti, preoccupato della loro estrema pericolosità per la nostra salute (perché fonti di malattie). Ha citato a titolo di esempio i cadaveri (che costituiscono il rifiuto più pericoloso per l’essere umano), i rifiuti ospedalieri e tutti gli altri rifiuti provenienti dai nostri usi quotidiani. Per il resto, il rimanente del suo intervento è stato consacrato alla necessità di iscrivere, in una potenziale nuova costituzione, e di far applicare poi, l’accesso alla salute per tutti, a medicinali di qualità e in quantità sufficienti.
Dal canto suo, l’ingegnere Claude Germain è intervenuto sul tema dell’ambiente. Nel corso del suo intervento ha sostenuto l’istituzione di un codice ambientale haitiano, piuttosto che iscrivere articoli in una nuova costituzione riguardanti questo settore. Perché legiferare senza poter applicare gli sembra inutile e ridicolo. Una buona gestione dell’ambiente è una faccenda seria. Ha ricordato il dramma sistemico a cui Haïti si espone a causa dei cambiamenti dovuti allo squilibrio climatico, causato dal consumo energetico nocivo degli esseri umani sul pianeta. Haiti, accanto alla Birmania e all’Honduras, resta uno dei tre paesi più esposti a questo pericolo, secondo la dichiarazione finale fatta a Parigi nel 2015, durante la COP 21 sul clima. In breve, per Haïti servirà un codice ambientale in grado di regolare l’ambiente haitiano nella sua globalità. L’ingegnere ha anche denunciato certe pratiche nocive, come la coltura orticola sulle nostre colline e l’incendio delle nostre terre prima di piantare, che uccidono enormemente i microrganismi nei nostri suoli, rendendo sempre più difficile la fertilizzazione dei nostri appezzamenti coltivabili.
Dal canto suo, la signora Christine è intervenuta intorno al tema dell’assetto del territorio, come una necessità per lo sviluppo di Haiti. Perché un paese che conosce se stesso è più atto a orientarsi verso il benessere dei suoi figli. Nel corso del suo intervento ha anche effettuato un’analisi del potenziale territoriale haitiano, che ha qualificato come ricco e che merita di essere tenuto meglio in conto nella prospettiva globale di un piano di assetto del territorio per lo sviluppo di Haiti. Perché Haïti possiede punti di forza che pochi paesi della regione possiedono, e una cui migliore gestione dovrebbe poter modificare la traiettoria del paese per condurlo al benessere dello sviluppo sostenibile.


















































































